lunedì Lug 27, 2026

GAL Borba, un milione di euro per il rilancio delle aree rurali: approvate le graduatorie per enti e imprese

Lug 27, 2026

Si chiude una fase di straordinaria intensità operativa, progettuale e strategica per il GAL Borba. Impegnato a pieno ritmo nell’attuazione della propria Strategia di Sviluppo Locale (SSL) 2023/2027, l’ente ha registrato nell’ultimo periodo una decisiva accelerazione delle proprie misure di sostegno. Nel corso dei Consigli di Amministrazione di luglio, sono state infatti approvate formalmente le graduatorie definitive di due tra i più importanti ed attesi bandi pubblici della nuova programmazione, finalizzati a rafforzare la resilienza, la coesione sociale e l’attrattività turistica dell’area collinare e montana.
Nello specifico, la struttura tecnica del GAL ha ultimato l’istruttoria ed espresso i provvedimenti di concessione per i seguenti bandi del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (CSR Piemonte 2023-2027):

L’esito dei bandi fotografa una straordinaria vivacità del tessuto locale: sono state infatti finanziate complessivamente 16 progettualità presentate da Comuni e Unioni Montane del territorio del GAL Borba, attivando un contributo pubblico netto pari a circa 670 mila euro.
L’elevata qualità e la massiccia adesione da parte degli enti hanno tuttavia generato un consistente “overbooking”, con altre 10 progettualità che, pur risultando perfettamente ammissibili sotto il profilo tecnico e amministrativo, non hanno trovato immediata copertura per l’esaurimento della dotazione finanziaria iniziale. Per non disperdere questo prezioso patrimonio progettuale, gli uffici del GAL si sono immediatamente attivati muovendo tutti i passi istituzionali necessari presso la Regione Piemonte per richiedere lo stanziamento di risorse finanziarie aggiuntive e procedere in tempi rapidi allo scorrimento delle graduatorie.
In parallelo, grazie a una prima tranche di risorse integrative già ottenute, il GAL Borba ha sbloccato precedenti graduatorie ripescando e ammettendo a finanziamento altre 2 progettualità di enti pubblici relative alla misura SRD07 – Azione 4 (finalizzata alla creazione di servizi e infrastrutture per la fruizione turistica della rete sentieristica) e 1 progettualità aziendale a valere sull’azione SRD03 a diretto favore degli agriturismi, iniettando ulteriori 180 mila euro complessivi di risorse pubbliche nel circuito dell’economia locale.

La svolta innovativa degli “Smart Village”
Accanto alle misure tradizionali, il GAL Borba ha segnato un punto di svolta strategico approvando la graduatoria provvisoria di ammissibilità del bando SRG07 – Smart Village. La misura, che rappresenta un’assoluta novità procedurale per il territorio e mira a incentivare lo sviluppo di “comunità intelligenti” attraverso l’innovazione tecnologica e sociale, ha visto l’ammissibilità a finanziamento di tutte e tre le articolate proposte progettuali presentate – coordinate rispettivamente dall’Unione Montana Suol d’Aleramo, dal Comune di Acqui Terme e dal Comune di Monastero Bormida – per un valore complessivo di sostegno pubblico pari a 226 mila euro.
Questo imponente pacchetto di investimenti tecnici viaggia di pari passo con un’importante svolta sul fronte politico-istituzionale: il GAL Borba, muovendosi in sinergia e con totale unità d’intenti insieme a tutti i Gruppi di Azione Locale piemontesi, ha formalizzato la propria adesione all’Associazione Nazionale Leader. La nascita di questo organismo di coordinamento nazionale che raggruppa i GAL italiani costituirà una cabina di regia cruciale per tutelare, far conoscere e approvare i bisogni e le istanze di sviluppo delle aree montane, rurali e appenniniche del Paese direttamente sui tavoli istituzionali a tutti i livelli: da quello europeo a Bruxelles fino a quelli nazionale e locale.

La parola alle istituzioni
Il Presidente del GAL Borba, Gianmarco Bisio, analizza il quadro politico e strategico con un focus di ampio respiro:
“Esprimo la più grande soddisfazione per l’eccellente e incessante attività che il GAL Borba è riuscito a esprimere in questo ultimo convulso periodo. Non possiamo nasconderci dietro a un dito: stiamo operando all’interno di un quadro istituzionale complessivo non privo di forti elementi di criticità. Penso, in modo particolare, alla situazione di incertezza economico-normativa delle Unioni Montane, ma anche all’impatto della nuova legge nazionale sulla Montagna, che ha declassato come Comuni non montani diversi Comuni dell’area dell’Appennino alessandrino e astigiano, e in particolare diversi Comuni del nostro GAL Borba. Si tratta di una misura che comporta conseguenze notevoli in termini di partecipazione ai bandi GAL e CSR, oltre a ripercussioni pesanti sull’erogazione dei servizi fondamentali, a partire dalla scuola. Su questi temi cruciali per la tenuta dei servizi base e la salvaguardia del territorio mi sono già espresso pubblicamente con forza e fermezza, e mi sono attivato tempestivamente muovendo tutti i passi istituzionali del caso presso i livelli amministrativi superiori per chiedere tutele e risposte chiare.
Ma le nostre comunità non possono aspettare ed è proprio in questo scenario che il GAL dimostra il suo valore insostituibile: l’attività tecnica va avanti, accelera e produce risultati concreti. Solo nel corso dell’ultimo mese abbiamo approvato graduatorie complesse e ammesso a finanziamento progettualità presentate da enti pubblici e imprese per una cifra che supera il milione di euro. Questa è la dimostrazione lampante e inconfutabile che il nostro territorio rurale e appenninico è profondamente vivo, non è rassegnato e, se viene stimolato con strumenti adeguati, efficaci e di prossimità, possiede le competenze e la visione necessarie a garantire una progettualità di altissimo livello e la sua relativa, efficiente implementazione.
Nel guardare alle prossime sfide, ritengo fondamentale porre l’accento su tre fatti strategici che ridisegneranno le geometrie dello sviluppo locale. Il primo è l’ingresso del GAL Valle d’Aosta all’interno di AssoPiemonte Leader – l’associazione che riunisce i 14 GAL del Piemonte – che allarga i nostri orizzonti e ci consente di programmare sinergie, progetti di cooperazione transfrontaliera e collaborazioni macro-regionali ancora più ampie e ambiziose. Il secondo fatto è l’adesione formale del GAL Borba, unitamente a tutti i colleghi piemontesi, alla nuova Associazione Nazionale dei GAL: all’interno di questa neonata realtà il Piemonte si attesta come la regione in assoluto più rappresentata e forte. Con questo peso specifico e questa compattezza, contiamo di partecipare in modo decisamente più incisivo, autorevole e unito sui tavoli di negoziazione europei, nazionali e locali, difendendo gli interessi specifici delle nostre aree rurali che ci interessano direttamente.
Il terzo punto è la proposta di legge regionale mirata a trasformare i GAL, a partire dal ciclo di programmazione 2028/2034, in vere e proprie Agenzie di Sviluppo Locale Partecipativo. Cosa significa in concreto? Significa permettere finalmente ai GAL di attivare il meccanismo del ‘plurifondo’, superando lo storico limite settoriale. Accanto alla gestione del tradizionale fondo FEASR Leader legato all’agricoltura e alla ruralità, i GAL diventerebbero idonei a gestire direttamente anche una percentuale di fondi FESR, FSE e i Fondi di Coesione. Una riforma di questo genere consentirebbe di far atterrare direttamente sui territori rurali e collinari dell’Appennino flussi ingenti di nuove risorse finanziarie, attingendo a linee di finanziamento che, tra l’altro, dal punto di vista meramente burocratico sono storicamente meno farraginose e complesse rispetto a del FEASR. Potremmo così intervenire in settori cruciali e complementari rispetto ai comparti tradizionali dell’agricoltura, dell’artigianato e del commercio, portando linfa vitale a servizi formativi, al turismo di destinazione, alla digitalizzazione e, soprattutto, a opere strutturali per la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Sarebbe davvero importante che questa proposta di legge venisse approvata celermente dalla Regione Piemonte, perché sancirebbe il principio dell’equità territoriale: vorrebbe dire fare in modo che risorse finanziarie di portata storica, oggi troppo spesso appannaggio quasi esclusivo di altre aree del territorio regionale – segnatamente quelle di pianura e i grandi poli urbani – trovino finalmente ‘messa a terra’ nelle nostre valli. Un passaggio ancora più fondamentale se considerato alla luce delle forti criticità introdotte dalla nuova legge nazionale sulla Montagna, che ha declassato come Comuni non montani diversi Comuni dell’area dell’Appennino alessandrino e astigiano e, in particolare, diversi Comuni del nostro GAL Borba. Per vincere questa scommessa, però, ribadisco ancora una volta la necessità assoluta di poter contare, sia nella compagine societaria del GAL sia in generale all’interno del nostro territorio, su una regia pubblica che sia forte, autorevole e strutturata, costituita da Unioni Montane messe nelle condizioni di funzionare pienamente e dotate di risorse umane ed economiche stabili. Solo così saremo in grado di ascoltare e valutare le reali istanze quotidiane della popolazione e di effettuare una programmazione strategica di area vasta, evitando interventi parcellizzati e a pioggia”.

Gli fa eco il Direttore del GAL Borba, Fabrizio Voglino, che traccia un accurato bilancio dal punto di vista tecnico e operativo:
“Il mio più sentito ringraziamento va all’intero ufficio tecnico del GAL Borba, che ha svolto con dedizione un lavoro complesso, lungo e meticoloso, iniziato fin dai primi giorni del 2026. Portare a compimento contemporaneamente l’approvazione di ben tre distinte graduatorie, gestendo parallelamente le complesse procedure di liquidazione delle prime domande di pagamento e la complessa istruttoria tecnica del bando relativo ai Progetti Integrati di Filiera, ha richiesto uno sforzo organizzativo notevole che la nostra struttura ha affrontato con massima efficacia.
Entrando nel dettaglio operativo dei bandi rivolti agli enti pubblici, tra le 16 progettualità ammesse a finanziamento spiccano interventi diversificati e di profondo impatto sociale ed estetico. Da un lato abbiamo iniziative strutturali di recupero, restauro e salvaguardia del patrimonio architettonico e storico tradizionale – che ridaranno splendore a chiese, centri storici, castelli, torri e poli museali identitari per le nostre comunità – dall’altro, abbiamo finanziato tangibili iniziative di servizio alla popolazione rurale. Parliamo della creazione di laboratori di co-working per favorire la residenzialità e il lavoro agile dei giovani, la riqualificazione di spazi pubblici fruibili e aree gioco attrezzate, fino ad arrivare a interventi di forte valenza socio-assistenziale come l’acquisto di pulmini dedicati al trasporto sociale. Mezzi pensati specificamente per assistere le persone fragili, gli anziani e i malati nei loro spostamenti verso centri di analisi o visite mediche, ma anche per garantire il trasporto scolastico e il recupero degli studenti residenti nelle frazioni e nelle aree geograficamente più disagiate e isolate del nostro territorio.
Desidero poi rivolgere una menzione particolare alle tre progettualità approvate sul bando Smart Village. Nonostante questo bando rappresentasse un’assoluta novità e una sperimentazione inedita per il GAL Borba, la risposta e la qualità progettuale espressa si sono rivelate eccellenti. Il partenariato territoriale guidato dall’Unione Montana Suol d’Aleramo è riuscito a mettere a sistema un network formidabile che vede collaborare attivamente 4 Unioni Montane, singoli Comuni, l’ATL Alexala, il Distretto del Cibo delle Colline di Langa e del Monferrato, il Consorzio dei Servizi Sociali, l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, il Consorzio Robiola Roccaverano DOP, due istituti scolastici e numerose Pro Loco locali. L’obiettivo comune è ambizioso: strutturare un sistema di offerta turistica unitario, integrato e immediatamente riconoscibile volto a valorizzare il nostro patrimonio enogastronomico, sia attraverso dotazioni infrastrutturali coordinate (come l’acquisto di gazebo istituzionali per le fiere e l’installazione di totem smart informativi e multimediali) sia tramite la creazione di eventi collaterali d’eccellenza, quali laboratori didattici, workshop tematici e degustazioni guidate.
Di pari livello è il progetto presentato dal Comune di Acqui Terme, sviluppato in stretta sinergia con altri 9 Comuni del territorio, con l’associazione DiogniArte e con due istituti scolastici, che prevede l’ideazione e la produzione di un lungometraggio cinematografico intitolato ‘Raccontiamo il Monferrato’: un’operazione culturale di marketing territoriale pensata per promuovere la bellezza e l’unicità delle nostre terre attraverso circuiti alternativi di grande impatto visivo ed emotivo, come i festival del cinema locali, nazionali e internazionali. Infine, il progetto del Comune di Monastero Bormida, realizzato in partnership con due associazioni APS del territorio, volto ad attivare un innovativo servizio di mensa scolastica di prossimità per gli alunni delle scuole locali. La mensa utilizzerà esclusivamente prodotti d’eccellenza provenienti da aziende agricole del circondario che attuano una produzione totalmente naturale, sostenibile e rigorosamente priva di pesticidi o trattamenti chimici di sintesi. Si tratta di tre sfide culturali e operative importantissime: da oggi si apre ufficialmente la delicata fase di attuazione sul campo che dovrà permettere la perfetta conclusione e rendicontazione di tutti i progetti entro il 2028.
Concludo evidenziando che lo sguardo del GAL è già proiettato verso le prossime scadenze: per il mese di ottobre 2026 è infatti attesa la pubblicazione della graduatoria ufficiale del bando per i Progetti Integrati di Filiera (PIF) per la quale si prefigura già una sicura situazione di overbooking. Su questo fronte la risposta del comparto agricolo è andata oltre ogni più rosea aspettativa: abbiamo ricevuto ben 38 domande di sostegno complessive, un record storico assoluto per un singolo bando nella storia del GAL Borba. Ciò che ci conforta e ci spinge a proseguire con determinazione è constatare l’altissima partecipazione di giovani imprenditori agricoli che scelgono di scommettere sul proprio futuro e la presenza di una fetta sempre più ampia, dinamica e qualificata di imprenditoria agricola al femminile. È il segno inequivocabile che, nonostante le pesantissime criticità strutturali e congiunturali che gravano sul comparto – non ultime le ricorrenti crisi idriche e gli effetti tangibili dei cambiamenti climatici – il mondo agricolo del nostro territorio resta saldamente attivo, resiliente e intenzionato a investire su innovazione e sostenibilità”.

 

 

 

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