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Se c'è un paese dove la monocoltura della vite ha segnato profondamente il territorio, questo è Castel Rocchero. La Strada di collegamento con Nizza e Castel Boglione è uno spettacolo ininterrotto di geometrie di filari che si estendono a perdita d'occhio e seguono i morbidi rilievi delle colline creando suggestivi giochi cromatici. 

E' la terra della Barbera, del Moscato, del Brachetto, del Dolcetto, con decine di aziende agricole, molte delle quali conferiscono le uve alla grande Cantina Sociale che troneggia con la sua struttura imponente e panoramica all'inizio della discesa per Acqui.

 

Come la maggior parte dei borghi astigiani, Castel Rocchero deve la sua origine a un presidio militare posto a guardia e difesa della via di comunicazione che da Acqui conduce in Valle Belbo. 

Già praticata in epoca romana e mai caduta in disuso neppure nei secoli bui delle invasioni barbariche, la strada era facilmente controllabile dal castello (castrum) che sorgeva sul punto più alto e scosceso (ruché, rocca, rupe) della collina, interamente circondata da possenti mura di cui ancora a metà Ottocento era possibile scorgere i resti.

Le prime notizie storiche risalgono al 967, quando il paese è compreso fra i possedimenti di Aleramo insieme a numerosi altri borghi e mansi compresi fra il Tanaro e l'Orba, la cui giurisdizione fu affidata dall'imperatore Ottone a questo suo vassallo che divenne il capostipite della gloriosa dinastia dei Marchesi di Monferrato.

Contatti:

Comune di Castel Rocchero,

Piazza Italia, 3 14040 Castel Rocchero (AT) - Telefono: 0141-760132 Fax: 0141-760315

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